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PREMIO CARLO MARINCOVICH 2016 – 7° EDIZIONE – LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE

La 7° edizione del Premio è all’insegna del mare, delle guerre e delle migrazioni. Su 22 libri in concorso ben 7 trattano di guerre nel Mediterraneo. Guerre lontane come “il Sangue di Lepanto” di Maria Grazia Siliato, guerre passate come “Navi al fronte” di Vincenzo Grienti e Leonardo Merlini o “il dolore del mare” di Alberto Cavanna che per un pugno di centesimi si sono fermati ai piedi del podio. E guerre recenti, ma questo lo scopriremo durante la premiazione…GIR_1528-3
Il Premio decolla e comincia ad avere una sua identità. Lo conoscono gli autori che scrivono di mare e lo riconoscono le case editrici. Già dallo scorso Salone del Libro di Torino, quello del 2015 sono tornata con 7 libri disposti a partecipare. C’è più attenzione, c’è più sensibilità nei confronti del mare? Sicuramente si, e questo piccolo Premio va nella direzione giusta. Come al solito un grande grazie va agli Armatori, agli atleti, ai Circoli ed alle Associazioni che contribuiscono a rendere questo Premio diverso e speciale. Con i loro “cimeli” permettono di far rivivere la vittoria sportiva, anche nel nome di Carlo. Grazie  alla Giuria che mi sopporta e che sottopongo a maratone di lettura.

La Giuria

La Giuria

Grazie a tutti per la pazienza e per il tempo che avete dedicato a quest’impresa che, a quanto pare continua a crescere più come Premio letterario che giornalistico.
E poi  ringrazio la Marina per aver “adottato” questo Premio dedicato a scrittori e giornalisti che con i loro libri e articoli ci emozionano raccontando storie di mare.

 

SEZIONI GIORNALISTICHE
Nelle due sezioni giornalistiche della 7° edizione del Premio hanno partecipato 10 articoli, e purtroppo solo due di essi hanno raggiunto un punteggio degno di essere premiato.
Sia nella sezione “cultura del mare” che nella sezione “navigazione” hanno vinto articoli pubblicati sulla rivista specializzata Nautica. Quale modo migliore per ricordare con affetto e commozione il caro Luca Sonnino, appassionato direttore che ci ha lasciato all’improvviso nel settembre scorso! Vorrei accanto a me Paolo Sonnino, attuale direttore per condividere i premi con i suoi bravi giornalisti, entrambi recidivi.

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Roberto Neglia con il casco di Maurizio Schepici

Riccardo Bellesio, Chairman dell’environment working group dell’Union Internationale Motonautique, consegna il casco del pilota Maurizio Schepici, Campione  del mondo Endurance gruppo B  2010, a ROBERTO NEGLIA 1° classificato nella sezione “navigazione” con l’articolo “Not all is lost“; un articolo proprio sulla sicurezza in mare.

Motivazione del giurato Andrea Mancini:
“Il corretto posizionamento della zattera di salvataggio, dare un adeguata sistemazione alle dotazioni di sicurezza, le caratteristiche che devono avere la life line e la cintura di sicurezza, cosa fare in caso di capovolgimento della barca, sono tutte informazioni molto importanti che, in genere,  troviamo scritte in noiosi manuali o regolamenti di sicurezza e, pertanto, tendiamo a dimenticarle.
In “Not all is lost”, non tutto è perduto, Roberto Neglia riesce invece a comunicare in modo efficace l’importanza di preparare la barca e noi stessi nell’eventualità di una situazione difficile e drammatica come un naufragio, coinvolgendo il lettore nel racconto di due sbulbamenti, eventi che, come lascia intuire questa strana parola, consistono nella perdita del bulbo di una barca a vela che determina il repentino ribaltamento della barca, a cui inevitabilmente seguono fasi molto concitate che culminano con l’abbandono del mezzo.
In “Not all is lost” Roberto Neglia è capace di far emergere dalla cronaca di questi drammatici eventi,  per fortuna a lieto fine, “molti dettagli ed indicazioni utili su come prepararsi ad affrontare un imprevisto, anche il più grave”, come scrive egli stesso all’inizio del suo articolo. Tutto ciò è possibile perché Roberto Neglia accompagna alla sua perizia di cronista la grande passione per il mare e le barche, le barche a vela in particolare che conosce profondamente anche dal punto di vista tecnico. E si vede!

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Da sinistra: Daniele Busetto, l’Amm. Manfredini, Sergio Abrami, Patrizia Melani Marincovich

L’Ammiraglio Marco Manfredini della Marina Militare consegna l’orologio del Gruppo Sportivo della Marina a DANIELE BUSETTO 1° classificato nella sezione “cultura del mare” con l’articolo “Le Navi dei papi“, i mille anni della marineria pontificia, ancora oggi presente a bordo e nei porti con i cappellani dell’Apostolato del mare.

Motivazione del giurato Sergio Abrami:
Nonostante che lo sviluppo costiero della penisola italiana e delle sue isole si aggiri sui 7458 km, elemento più che sufficiente per fare dell’Italia una nazione marinaresca per eccellenza, si è purtroppo persa nel tempo conoscenza di questa antica storia di mare, uomini, costruzioni: la cultura del mare che questo premio giornalistico – letterario vuole promuovere L’Italia come nazione unitaria ha storia recente,  gli stemmi delle quattro repubbliche marinare ( dovevano essere cinque comprendendo Ragusa)  compaiono sulle bandiere della marina solo alla fine del 1947 , quasi a coprire la toppa costituita dalla rimozione dello stemma Sabaudo  più che a far memoria di antiche tradizioni marinaresche . Poco o punto conosciute sono le storie legate ad alcune marinerie pre-unitarie e soprattutto allo Stato della Chiesa. Le navi dei Papi, la storia millenaria della marineria pontificia. Daniele Busetto, ufficiale superiore della marina militare in congedo , è  già noto alla Giuria del Premio Marincovich , avendo già vinto nel 2014 con un articolo su J.F. Kennedy “Il Presidente marinaio”, finalmente ci illumina ed ci  istruisce su questo tassello meno noto della storia delle marinerie italiane. Un ottimo lavoro di ricerca e di divulgazione attraverso le pagine della rivista Nautica . Complimenti a Busetto ed un grazie per aver scovato storie meno note anche agli appassionati di storia della marineria  a 360°. Personalmente plaudo  l’esortazione di Busetto a dotare di Roma di un Museo Navale Nazionale  da realizzarsi nei locali del ex Arsenale Pontificio situato a Porta Portese in fregio al Tevere (  lo vidi non molti anni fa trasformato in deposito materiali edili e magazzino di una carrozzeria , un uso improprio con una curiosa storia alle spalle  : l’arsenale nel 1798 venne infatti utilizzato come magazzino delle opere d’arte rubate da Napoleone, in attesa di spedirle in Francia ). In attesa della realizzazione di tale museo ( per il momento solo in fase di progetto ) sarebbe bello vedere riaperto il Museo della Nave Romana di Fiumicino – poche centinaia di metri da una aeroporto che  ha visto nel 2015 un traffico di 40.4 milioni di passeggeri.  Con un minimo di pubblicità  il Museo non vivrebbe solo dei biglietti staccati , ma permetterebbe di creare reddito .  Storia ed arte , il nostro petrolio… o no ?”

SEZIONI LIBRI – SAGGISTICA

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Da sinistra: Giorgio Cingolani, Alessandro Rinaldi, Ida Castiglioni, Patrizia Melani Marincovich

Alessandro Maria Rinaldi, vice Presidente esecutivo della Lega Italiana Vela, legge un messaggio di Mitij Gialuz, Presidente della Società Velica Barcola e Grignano,  e consegna il guidone dello storico Circolo che dal 1969 organizza la mitica Barcolana, una regata “democratica” che coinvolge più di 1900 imbarcazioni e tutta la città di Trieste a GIORGIO CINGOLANI 3° classificato nella sezione “cultura del mare – saggi” con “Adriatico” (Mursia Editore) un libro di storia, di guerre, di vendette e di “pulizie etniche”.  Come, lungo la costa occidentale dell’Adriatico tra le splendide insenature delle Isole incoronate fino al Montenegro, si siano giocati i destini della ex Jugoslavia.  adriatico

Da sinistra: Bruno Cianci, Stefano Marco Melloni, Patrizia M.M.

Motivazione della giurata Ida Castiglioni
“Un libro come Adriatico non nasce dalla creatività di uno scrittore ma è il risultato di un lavoro di ricerca strutturata, lungo e puntuale, che si innesta su una ideazione narrativa. Mi sono trovata di fronte a storie in apparenza semplici che raccontano un mondo complesso che mi era in gran parte sconosciuto. Negli anni, mi erano arrivati gli echi di situazioni dolorose, di persone speciali come Barbieri, di guerre e devastazioni, di emigrazioni, di vite in mare simili a quelle narrate. Quante volte tutti noi che abbiamo navigato tra Lussin Piccolo e Le Incoronate fuori stagione abbiamo visto gli uomini del paese seduti davanti al piccolo bar della piazza principale dell’isola? Sicuramente non ci sarebbe stato possibile costruire su quel loro essere un racconto speciale. Ma, chi naviga lungo costa o tra le isole, chi si ferma nelle baie o nei porti per poche notti difficilmente arriva a una vera conoscenza delle persone, del loro vissuto sociale, della storia della loro comunità, del loro passato.
I racconti di Adriatico mi hanno avvinto, l’umanità che è sottintesa a tutte le storie mi ha coinvolto. Non riuscivo a spegnere la luce. Leggere queste storie è un po’ come guardare l’esercizio perfetto di una ginnasta. Tutto sembra così semplice, quasi banale. Ma, dietro a ogni racconto di Adriatico c’è una conoscenza storica approfondita, una documentazione lunga e articolata. Non c’è solo il professore universitario ma anche un giovane antropologo appassionato, un mediatore culturale, un esperto di migrazioni, un camminatore curioso e testardo. Ricostruire il contesto storico corretto, che regge tutti i racconti, ha sicuramente richiesto all’autore anni di lavoro di ricerca, mentre trovare spunti originali così diversificati deriva sicuramente dalla frequentazione diretta e non superficiale di luoghi e persone. A mio avviso mancano, per rendere il volume perfetto, alcune cartine geografiche che permettano al lettore meno esperto dei luoghi di seguire le vicende raccontate senza ricorrere continuamente, come ho dovuto fare, alle carte di navigazione e a un atlante.”

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Da sinistra: Bruni Cianci, Stefano Leonardi, Melloni, Patrizia Melani Marincovich

Stefano Leonardi, rappresentante dei Cantieri Nautor nel Mediterraneo e grande velista, consegna il disco bloccaruota in acciaio del timone su base in teak massello, tipico colore degli interni degli Swan Classic, a BRUNO CIANCI, 2° classificato nella sezione “cultura del mare – saggi” con “Le navi della Mezzaluna” (Odoya Editore), una dettagliata ricostruzione storica della marina dell’impero Ottomano, dal 1299 al 1923, data dell’ascesa di Ataturk.  Bruno Cianci

Motivazione del giurato Marco Melloni:
Mi sono innamorato della Turchia e di Istanbul a prima vista oltre cinquant’anni fa e ne sono stato sempre ricambiato con continue e nuove emozioni. Questo libro è una di esse.
Certo, negli ultimi tempi prevalgono l’amarezza e l’apprensione per ciò che troppo spesso accade lì agli uomini di cultura e che, a maggior ragione, meritano il nostro sostegno.
Non sono questi, comunque, i motivi del mio apprezzamento.
Le Navi della Mezzaluna infatti rappresenta una grande opera, suggestiva come una saga epica e di agevole lettura come un reportage, fatta di battaglie e intrighi, alleanze e tradimenti ma anzitutto di racconto e approfondimento.
E Bruno Cianci vi affronta, con il rigore dello studioso e il sentimento dell’uomo di mare, le alterne e complesse vicende della marina ottomana e lo sviluppo degli eventi e dei conflitti che hanno guidato uno dei grandi imperi del passato verso oriente e occidente, a nord a e sud, attraverso sei secoli e fino alla sua caduta.
Le Navi della Mezzaluna insomma è un libro importante e coinvolgente, arricchito da aneddoti, curiosità, una piacevole iconografia e una cospicua bibliografia, e sono felice che sia toccato a me scrivere queste parole.
Grazie dunque a Bruno Cianci, e grazie – consentitemi – anche a tutti i suoi colleghi che svolgono con lui in Turchia il loro indispensabile lavoro.”

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Alessandro Leogrande con la ghiera di Luna Rossa.

Francesco Longanesi Cattani di Prada consegna la ghiera dentata della campana di un winch del catamarano ad ala rigida AC 72 Luna Rossa, finalista nelle selezioni dei Challenger della 34° America’s Cup – San Francisco 2013”; offerta dal Team Luna Rossa ad ALESSANDRO LEOGRANDE, 1° classificato nella sezione “cultura del mare – saggi” con “La Frontiera” (Feltrinelli Editore), ancora guerra e migrazione: dall’Eritrea a Lampedusa passando per la Libia alla ricerca di una vita migliore ma che spesso incontra la morte.   Alessandro Leogrande

Motivazione del giurato Paolo Lodigiani:
Nel motivare con grande piacere il premio conferito a “La frontiera” di Alessandro Leogrande devo in primo luogo confessare all’autore che la lettura del suo libro mi è costata una certa fatica. Non è stata quella che definirei una lettura distensiva. Questo non certo per lo stile o la qualità della scrittura. Al contrario il libro è scritto ottimamente, è reportage del miglior livello, sa tenere il lettore inchiodato alla pagina. Il senso di disagio, di dolore, che esso crea è tutto negli eventi di cui parla.  Sono eventi noti e terribili, naufragi, sopraffazioni, violenze, ingiustizie: ne leggiamo quotidianamente le cronache, ne vediamo le immagini, li sentiamo dibattere in sterili confronti fra buonisti e cattivisti. Forse per questo abbiamo finito per assuefarci, o forse è per anestetizzarci contro l’assurdità di queste tragedie che ci rifugiamo nell’indifferenza. Nemmeno cerchiamo di capire chi sono i protagonisti di questi drammi, di sapere qualcosa delle esperienze da cui arrivano, delle realtà da cui fuggono. Così, chiudendoci nella  fortezza assediata ci illudiamo di aver risolto il problema. Il libro di tutto questo parla senza retorica, senza inutili enfasi, senza polemiche. Informa, racconta incontri, storie vere, esperienze dirette. E’ una testimonianza, non ha altro scopo se non quello di rappresentare la realtà e di porci di fronte all’alternativa sintetizzata nel titolo di vari capitoli: vedere, non vedere. Se scegliamo di vedere la nostra indifferenza ne è inevitabilmente scossa, perché capiamo che il problema c’è, e ci riguarda da vicino. Anzi, il problema siamo proprio noi, il modo in cui sapremo rispondere a questa sfida. Nel libro il mare, a cui è dedicato il nostro premio, è molto presente. Non è il protagonista ma è, quasi sempre, il teatro su cui si svolge il dramma. Non è il mare delle nostre crociere, delle navigazioni felici, il Mediterraneo che amiamo. E’ un mare ostile, spesso crudele, o, forse, come noi, solo indifferente, un mare, per usare le parole di Conrad, “mai amico dell’uomo, al più complice delle sue inquietudini”. Lo stesso si può dire dei libri importanti: non sempre sono amichevoli, più spesso sono fonte di inquietudine, di turbamento. E’ il caso di “La frontiera” e, proprio per questo, penso che meriti il premio e la riconoscenza dei lettori. Grazie.”

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Catia Pellegrino, Rosalba Giugni, Patrizia Melani Marincovich

E dato che siamo arrivati nel Mediterraneo, mare di migrazione, salvataggi e naufragi, è arrivato il momento del Premio speciale alla solidarietà in mare che va al libro “La scelta di Catia” (Mondadori) di CATIA PELLEGRINO.
Signora del Mare Rosalba Giugni che con la sua associazione  Mare Vivo difende e protegge il mare consegna a Catia Pellegrino l’Acrilico del Maestro Piergiorgio Baroldi su carrello di “jole a 8” della Reale Società Canottieri Bucintoro 1882 di Venezia.   Catia pellegrinoJPG

Motivazione di Patrizia Melani Marincovich:
Il Premio speciale alla solidarietà in mare quest’anno va a “La scelta di Catia” un diario di bordo scritto con passione e responsabilità dal Tenente di Vascello Catia Pellegrino al comando di Nave Libra, il pattugliatore che l’11 ottobre del 2013, prima che nascesse la missione “Mare Nostrum” ha tratto in salvo oltre 200 migranti durante un naufragio nel Mediterraneo. Un premio a Catia, prima donna Comandante, simbolo di una Marina che con tenacia salva vite umane. Non sono stata io a trovare questo libro ma è lui che mi è venuto incontro al Salone del libro di Torino… L’ho letto tutto d’un fiato e quando sono arrivata all’ultima riga ho deciso, dato che ne ho la facoltà, di assegnargli il Premio Speciale.  Lasciare il porto ad ogni segnalazione di emergenza, senza pensare alla stanchezza ma solo con la voglia e la possibilità di salvare vite umane: questa la sua missione. Non sempre è stato possibile, ma Catia ci ha provato con tutte le sue forze.”

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Da sinistra: Com. Falcomer, la sostituta di Carlo Romeo, Emanuela Di Mundo, Patrizia Melani Marincovich

Il Comandante di Vascello Antonio Falcomer, Capo Ufficio Sport e Vela della Marina consegna lo strozzatore del carrello randa con cui Vittorio Bissaro e Silvia Securì hanno vinto la loro prima regata di Coppa del Mondo, a Miami nel gennaio 2014 con la classe olimpica Nacra 17 (oggi Vittorio e Silvia hanno raggiunto il loro obiettivo: hanno staccato il biglietto per Rio 2016) a CARLO ROMEO, 2° classificato ex equo nella sezione “cultura del mare – narrativa” con “Di mare, barche e marinai(Mursia Editore) – 100 storie per prendere il largo. Ritira il premio Raffaella Soliano di Mursia.  Carlo Romeo

Motivazione della giurata Emanuela Di Mundo:
Immagino l’autore, Carlo Romeo, divertito mentre scrive i piccoli racconti raccolti in “Di Mare, Barche e Marinai”. Un occhiello ci dice che sono cento storie per prendere il largo, e sono cento brevi racconti, pensieri, consigli, fatti di ordinaria superstizione e aneddoti di chi il mare lo vive tutti i giorni o di chi naviga per passione. Alcune certo vere, altre si perdono nelle leggende o nelle antiche credenze, ed è bello cullarsi nel dubbio sulla veridicità o meno. Si capisce che  sono storie vissute, anche le “ chiacchiere di banchina” giurerei che sono raccolte di prima mano, e ogni volta è bello scoprire che si può continuamente imparare qualcosa dalle altrui esperienze in mare. Sarà perché questi brevi racconti sono scritti con una certa  felicità stilistica che uno tira l’altro e il libro scivola via veloce . Il  lettore si trova comunque sempre immerso nell’ambiente marino, in tutte le sue sfaccettature .

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Dario Pontuale, Claudio Nobis, Patrizia Melani Marincovich

Io, Patrizia Marincovich, sono stata delegata dal Direttore Sportivo Edoardo Recchi a consegnare la litografia di Nespolo realizzata in occasione dei 40 anni dello Yacht Club Costa Smeralda a DARIO PONTUALE, 2° classificato ex equo nella sezione “cultura del mare – narrativa” con “Il baule di Conrad(Nutrimenti mare Editore), un racconto biografico e avvincente su uno dei più grandi scrittori di mare, quando era ancora un marinaio.”   Baule di Conrad

Motivazione del giurato Claudio Nobis:
Le due citazioni, un proverbio marinaresco e un pensiero dello stesso Joseph Conrad protagonista del libro di Dario Pontuale, rappresentano perfettamente lo spirito con cui l’autore affronta il suo impegnativo frugare nel baule da marinaio dello straordinario scrittore polacco di nascita e inglese d’adozione. Il proverbio anzitutto ricorda che “Gli uomini si dividono in tre specie: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare”. Conrad, dal canto suo afferma che “Il mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza”.
E’ questo che Pontuale ha cercato esaminando minuziosamente da cima a fondo il contenuto della cassetta di legno con incise sul fianco le iniziali JTKK di Jozef Teodor Konrad (col K) Korzeniowski il nome della prima vita dell’ufficiale della marina britannica che dopo l’ultimo sbarco nel 1894 rimase definitivamente a terra per iniziare all’età di 37 anni una vita del tutto diversa di grande scrittore come tutti lo conosciamo. La sua navigazione successiva fra le righe di migliaia di pagine ispirate fatalmente a quei vent’anni di mare vissuti in precedenza, non sarà come sappiamo meno impegnativa ma ugualmente intensa e ricca di storie straordinarie.
Sono appunto le storie che una dopo l’altra l’autore di questo appassionate “inventario” dei segreti più intimi di Conrad estrae con meticolosa attenzione dal baule, uno a uno, come annuncia lui stesso, cominciando dalle foto di famiglia. Di qui, fino alla misteriosa biglia sul fondo del baule passa in 14 rapidi ma intensi capitoli la storia e l’intera personalità del marinaio scrittore come appare da una foto che giace anch’essa sul fondo del baule e che Dario Pontuale non poteva descrivere meglio:
“La posa dell’uomo incanutito è di ineffabile nobiltà, difficile credere sia un marinaio consumato. Oltre a essere un lavoratore del mare, infatti, è anche un faticatore della scrittura, assorto in una postura più adatta al portamento di un romanziere affermato, piuttosto che a quella di un ufficiale di lungo corso.” E, continua Pontuale, “Nonostante la conquistata celebrità, però, pure dopo il congedo dai velieri, ha continuato a rinchiudere il proprio passato dentro una vecchia cassetta da marinaio. Le origini non si possono cambiare , semmai nascondersi; la vita segue i ricordi, quasi mai il contrario”.  
Un libro, questo Baule di Conrad, che si legge d’un fiato e che poi si ha voglia di rileggere di tanto in tanto aprendolo a caso fra un capitolo e l’altro”.  

Alessandro Maria Rinaldi, delegato della Sezione Vela per l’Altura del Circolo Canottieri Aniene di Roma e vice Presidente esecutivo della Lega Italiana Vela, consegna la bitta del Gastone, il mitico ketch Ron Holland che è stato comandato da Eric Tabarly ed ha fatto 7 volte la traversata atlantica portando il guidone del Circolo Canottieri Aniene dall’altra parte dell’oceano, a ELENA RICCI, 1° classificata nella sezione “cultura del mare – narrativa” con “Siamo liberi” (Chiarelettere Editore), il diario di bordo di sette anni in barca e l’avventura del ritorno a Milano.

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da sinistra: Elena Sacco, Patrizia Melani Marincovich, Alessandro Rinaldi, Elisabetta Stricland

Motivazione della giurata Elisabetta Stricland:
E’ un po’ come andare sulle montagne russe leggere questo  gradevolissimo libro.
Si prova infatti ogni genere di sentimento, gioia, paura, stupore, angoscia, malinconia, vicinanza.  Il tutto sapientemente miscelato, fino a toccare corde più profonde. C’è l’amore per la propria famiglia,  il desiderio di avventura, il coraggio di mollare tutto senza lasciare nessun affetto alle spalle, ma portandoli tutti con sè, non solo il proprio compagno, ma anche una figlia di sette anni ed un neonato, ebbene sì, un neonato vero e proprio.  Sono  questi quattro personaggi  lungo tutto il viaggio  in barca  tra oceani e paradisi tropicali a dare l’ossatura della storia, la loro normalità e allo stesso tempo il loro grande spirito di adattamento: pazienza se la scuola si fa a bordo con la mamma maestra che maestra non è, pazienza se i malanni si curano alla bell’è meglio, eventualmente facendo  scali strategici  per ricomporsi. Tanto a compensare ogni difficoltà c’è la bellezza della natura, i rapporti umani con sconosciuti meravigliosi, il pathos dell’avventura, tutto con un bimbetto che affronta le cose adagiato in un’amaca a bordo.  E così si dimentica l’incidente automobilistico occorso ad Elena prima di partire che quasi l’ha uccisa, si dimentica che lei e il suo compagno Claus per poter fare il viaggio hanno venduto una redditizia agenzia pubblicitaria, si va e basta.  Ma poi si torna e allora la normalità viene rivista e corretta, tanto con l’ anima più ricca in qualche modo si galleggia sempre”.

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Massimo Minella con la sezione della lama di deriva del mini 6,50 ITA 756 realizzato per Alberto Bona

Bruno Manfellotto grande amico di Carlo e “uomo di mare” , a nome dello Yacht Club Italiano di Genova, consegna la sezione della lama di deriva del mini 6,50 ITA 756 realizzato per Alberto Bona  a MASSIMO MINELLA, 1° classificato nella sezione Junior con “Storia di navi e principesse che non fecero ritorno” (De Ferrari Editore).Massimo Minella
La sfortunata storia di due piroscafi della Regia Marina dedicati ad altrettanto sfortunate Principesse di Casa Savoia. Dal Libro è stato tratto un lavoro teatrale per le scuole. Che i giovani sappiano…

Motivazione del giurato Max Gregori:
Si dice che nella botte piccola si conservi il vino buono. Un proverbio che ben si adatta a questo libro, agile per dimensione ma profondo per contenuti. L’autore racconta con stile e vivacità narrativa storie drammatiche e commoventi appartenenti a un passato che gli adulti hanno dimenticato o forse rimosso, anche se non è così lontano nel tempo, e che sono totalmente sconosciute ai più giovani. Confucio scrisse: “Studia la storia se vuoi prevedere il futuro”. C’è ancora purtroppo un pezzo della storia patria, la più recente, che è ignorata sia dalle scuole che dalla cultura. Massimo Minella rimedia in parte ad alcune lacune. Il testo è accompagnato da preziose immagini fotografiche, copie anastatiche della stampa del tempo, disegni e illustrazioni. Il libro di Minella è uno di quelli che non può mancare nella libreria di un giovane ma anche tra i testi dell’appassionato di mare e di storia”.


Premio giornalistico/letterario Carlo Marincovich 4° Edizione – 11 Aprile 2013

Premi

Siamo già arrivati alla 4° edizione del Premio nato per ricordare Carlo. Ho girato l’Italia per cercare libri da far partecipare, ho visitato librerie, chiesto consigli, contattato editori e sottoposto la giuria a letture forzate.

la sala

Grazie a tutti per la pazienza e per il tempo che avete dedicato a quest’impresa che, a quanto pare continua a crescere. Così come un grande grazie va agli Armatori e agli atleti che contribuiscono a rendere questo Premio diverso e speciale. Con i loro “cimeli” permettono di far rivivere la vittoria sportiva, anche nel nome di Carlo.

Siamo altresì felici dell’ampia partecipazione: 19 libri e 13 articoli sono tanti per un piccolo premio di soli 4 anni.

BENVENUTO DA PARTE DELL’AMMIRAGLIO
Claudio Gaudiosi, Sottocapo di Stato Maggiore Della Marina Militare

Amm. Gaudiosi

Patrizia Melani ricorda Antonio Soccol amico di Carlo e ideatore del Premio Marincovich a un anno dalla sua scomparsa.

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Se ne è andato dopo una lunga “guerra marziana” come ironicamente la definiva lui. Mi mancano i nostri affettuosi battibecchi; mi mancano le nostre lunghe chiacchierate.

Mi ha aiutato ad uscire dal tunnel dopo la morte di Carlo coinvolgendomi nel Premio e fare in modo che ci si potesse ritrovare in questa splendida cornice per parlare di letteratura del mare, tra amici del mare come lo erano sia Antonio che Carlo.

IL PROFESSOR LUIGI PAGANETTO MEMBRO DEL COMITATO D’ONORE
PRESENTA LA 5° EDIZIONE
E descrive i premi della 4° edizione

Sala e Paganetto

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Alessandra Sensini, l’atleta olimpica della vela mondiale per eccellenza e membro della Giunta Coni, consegna la barra del timone in carbonio di Giovanni Coccoluto, Medaglia d’Oro al Campionato del Mondo under 21 Laser Standard (2012) a Michele Tognozzi.

2° classificato nella sezione ARTICOLI NAVIGAZIONE, per “chiamiamole emozioni”, un lungo e dettagliato reportage sui Giochi Olimpici di Londra 2012 pubblicato su Fare Vela.

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Motivazione del Premio:

“Raccontare una gara può essere una semplice cronaca, un semplice resoconto di tempi e classifiche. Quando invece chi racconta si lascia coinvolgere dalla competizione, entra nell’atmosfera della gara, il racconto diventa vivo, denso di emozioni.

Michele Tognozzi nel suo articolo “Chiamiamole Emozioni”, in cui ha raccontato una gara lunga come le Olimpiadi della vela, è riuscito ad entrare nell’atmosfera che si respirava sul campo di regata e sulle banchine, a trasmettere l’emozione dei vincitori e degli sconfitti. È poi andato al di la della gara, analizzando ad esempio le cause da cui è scaturita la disfatta della squadra Italiana o aspetti meno legati ai campi di regata, come il rapporto tra il mondo della vela ed i media, ma sempre riuscendo a coinvolgere il lettore con una prosa scorrevole ed avvincente.”

Andrea Mancini

Alessandro Rinaldi, responsabile del settore Vela d’altura del Circolo Canottieri Aniene di Roma e skipper, consegna il “bow knee”, cioè il ginocchio del dritto di prua del TP52 Aniene 1° Classe che nel 2012 ha vinto di tutto…

  • Campionato Italiano d’Altura ORC
  • Campionato italiano OFFSHORE
  • Campionato Europeo ORCi
  • La Giraglia Rolex Cup
  • La 3 Golfi
  • La Barcolana Classe 0
  • La Veleziana Classe 0
  • Poi però è arrivato solo 4° alla 151 Miglia

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a Giovanni Panella – 1° classificato nella sezione ARTICOLI NAVIGAZIONE, per “Vita di bordo e classi sociali” , un’affascinante ricostruzione storica, pubblicato sulla Rivista Marittima.

Motivazione del Premio:

L’articolo descrive con vivezza la vita a bordo delle navi d’antan, paragonandola a quella delle moderne navi da crociera. L’autore non trascura di sottolineare il rapporto tra confort e sicurezza in mare. Lo stile è conradiano, le descrizioni vive ed efficaci ed il testo è arricchito da significative illustrazioni.

Massimo Gregori

Il Cap. di Vascello Luciano Nardini Consegna il Marchio originale degli storici Cantieri Rio di Chiudano, nei pressi del Lago d’Iseo, gentilmente offerto dalla Signora Anna Ziliani Scarani che da cinquant’anni lavora con le barche e nel 2012 ha ricevuto The Best Marine Woman of the Year, a Lilla Mariotti, 2° classificato nella sezione Articoli Cultura del Mare per “I fari e la loro evoluzione”, pubblicato sul magazine Saphira News.

Lilla Mariotti

Motivazione del Premio:

Chiunque sia andato per mare ha subito il fascino dei fari, la loro luce oltre ad avere  il fine di segnalare la presenza della costa e di conseguenza di scogli affioranti ed altri pericoli, hanno una funzione di guida che è sempre stata fondamentale nella navigazione.

Lilla Mariotti racconta nei suoi due articoli in modo preciso i fatti riguardanti alcuni dei fari più famosi, da quelli dell’antichità tipo il Colosso di Rodi o il Faro di Alessandria, a quelli che ancora oggi sono attivi e famosi come i luoghi che segnalano. Da quello di Fastnet in Irlanda alla Lanterna di Genova, al Faro di San Vito lo Capo vicino a Trapani in Sicilia.

Si finisce la lettura con la curiosità di saperne di più, anche perchè l’ingegno degli uomini si è davvero sbizzarrito nella  realizzazione di alcuni fari, sembra infatti che Archimede in persona ad esempio abbia inventato un gioco di specchi in virtù del quale il Faro di Alessandria poteva essere visto a più di 30 miglia di distanza e comunque doveva avere anche un bell’aspetto, vista la statua di Zeuss che svettava sulla sua cima.

Grazie a Lilla Mariotti per averci delucidato in merito!

Elisabetta Strickland

L’Ammiraglio Francesco Maria de Biase Com. di Maricapitale consegna la targa originale di immatricolazione dello Stealth, la barca a vela dell’Avv. Gianni Agnelli, prima assoluta nella regata commemorativa per i 150 anni dell’America’s Cup a Cowes nell’Isola di Wight nel 2001, gentilmente messa a disposizione dal nipote Jhon Elkan a Giuliano Da Fré – 1° classificato nella sezione Articoli cultura del mare con “Guano e cannoni” pubblicato sulla rivista RID. Ritira il premio il contrammiraglio Gianni Vignati.

Vignati x Dafré 2

Motivazioni del Premio:

La lettura di questo lungo articolo, che nasce da anni di ricerca approfondita dell’autore, mi ha permesso di conoscere un pezzo di storia di enorme importanza per il Centro e il Sud America, e la fitta rete di relazioni politiche ed economiche tra i dominatori del mondo di allora e le ex-colonie.

Negli anni della Guerra Civile americana (1861-1865) e del ritiro della Francia dal Messico, la Spagna lascia Dominica per puntare su Marocco e Indocina. Madrid, che ha ammodernato la sua flotta, costruendo fregate e corazzate in eccesso, si trova poi con le casse prosciugate e chiede al Perù la restituzione di vecchi debiti. Il leader peruviano, che a suo tempo aveva dichiarato monopolio nazionale lo sfruttamento del guano sulle Isole Chincas, attività che aveva procurato allo stato entrate tali da permettere la costruzione di una flotta moderna, non riconosce questi presunti debiti verso la Spagna, che passa all’attacco.

Da allora e per anni una guerra in mare e per terra con cannoni, bombardamenti e colpi di scena, descritta con attenzione dall’autore nella sua complessità. Disegni, grafici e dipinti completano un saggio che merita di diventare libro.

Ida Castiglioni

Bruno Manfellotto, amico di Carlo, direttore dell’Espresso e navigatore di Gozzo, consegna un pezzo di paratia del serbatoio del ballast inerziale a centro barca di Vento di Sardegna, la barca con la quale Andrea Mura ha vinto nel 2012 la Twostar e la Transat Quebec – Saint Malò e che è in procinto di partire, il 27 maggio per la Ostar, la leggendaria regata atlantica per navigatori in solitario che si svolge ogni quattro anni, a Vittorio Frosi, 2° classificato nella sezione libri Cultura del mare – Narrativa con “il sogno spezzato” edito da Nutrimenti.

Pat Frosi Manfellotto Strikland

Motivazione del Premio:

Analizzando questo libro con un po’ di concretezza e soprattutto tenendo conto del titolo, i protagonisti raccontano in modo realistico la storia di una impresa non riuscita, di un “sogno spezzato”, appunto.

Un figlio e un padre che sfidano gli oceani tra burrasche e sterminate distese d’acqua e poi, dopo duecentotredici giorni di navigazione nel tentativo di giro del mondo senza scalo su una barca di serie, naufragano nel mezzo del Pacifico e vengono salvati da una superpetroliera filippina. Eppure non si ha la sensazione che l’impresa non sia riuscita, la vittoria contro il mare bellicoso dei mitici 40 ruggenti c’è ed è quotidiana, sembra di sentirle le onde alte come palazzi scaraventarsi sulla loro barca, sembra di vederlo il mare color acciaio attraverso gli oblò.

Vittorio e Pietro Fresi tra il 2008 e il 2009 a bordo dell’amata Onitron I hanno seguito la rotta dei clipper e con la forza umana vitale e profonda che può legare solo un padre e un figlio hanno dovuto desistere a causa di un’onda gigantesca nel Pacifico meridionale e il loro salvataggio è un’impresa mozzafiato, raccontata con garbo e passione, la cui riuscita ha sapore di miracolo.

Forse per questo il finale è più avvincente di un arrivo in porto salutati da cori e sirene, c’è nel recupero di Onitron tutta l’imprevedibilità delle cose umane, che per mare è ancora più grande e sorprendente.

Elisabetta Strikland

L’Ammiraglio Claudio Gaudiosi, Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare consegna componenti di armamento (caviglia e bertoccio) originali dell’Amerigo Vespucci, la più bella Nave Scuola del mondo, a Luca Goldoni – 1° classificato nella sezione libri Cultura del mare – Narrativa con “il mare nell’anima” pubblicati da Barbera Editori.

Goldoni

Motivazione del Premio:

Luca Goldoni è un professionista della scrittura che ha un curriculum straordinario. Il suo libro è molto bello, lieve eppure salace. Come sempre Goldoni sa cogliere gli atteggiamenti e le situazioni che tutti vediamo ma che non abbiamo la capacità di razionalizzare, men che meno di mettere su carta. Da Milano Marittima all’Atlantico l’autore ci rapisce con una serie di brevi elzeviri che narrano storie diverse eppure legate tra loro con tanta capacità da far desiderare al lettore di continuare a leggere per vedere come andrà a finire.

Massimo Gregori

Il Cap. di Vascello Antonio Russo, Vice Presidente Ente Circoli, consegna una parte di attrezzatura in carbonio della Classe libera Dimore a 20 anni del record nella Centomiglia del Garda ottenuto da Giorgio Zuccoli in 6 ore e 5 minuti, messo a disposizione dal Circolo Velico Gargnano, a Giancarlo Costa per “ Storia della baleneria” 2° classificato nella sezione libri Cultura del mare – Saggi pubblicato da Mursia

G. Costa 2

Motivazione del Premio:

“Storia della baleneria” è un bel libro, un saggio completo, approfondito, interessante e pieno di curiosità stimolanti. Spazia dalla storia naturale alla narrazione della caccia alla balena, dai tempi più remoti ad oggi. E’ ricco di illustrazioni preziose e di riferimenti colti. Un saggio che si legge come un romanzo.

Massimo Gregori

Francesco Longanesi Cattani di Prada e Max Sirena di Luna Rossa consegnano il supporto del tangone sull’albero di prua di Luna Rossa la barca di Americas’Cup impegnata nella sua quarta campagna di sfidante, dopo aver vinto la Louis Vuitton Cup nel 2000 ad Auckland, ad Andrea di Robilant 1° classificato nella sezione libri Cultura del mare – saggi, con “Irresistibile Nord” Corbaccio Editore

Di Robilant

Motivazione del Premio:

Quando ho ricevuto dalla Segreteria del Premio la classifica dell’edizione 2012, ho avuto un moto di piacevole sorpresa. Dovete sapere che per una forma di etica, per una norma non scritta in nessuna linea guida del Premio, durante il periodo di lettura, di valutazione dei testi, tra noi giurati non si parla , non si commentano i lavori. L’intento è di non essere influenzati.

La composizione della Giuria è apparentemente molto eterogenea, – per quanto molti di noi, pur con origini, provenienze, storie diverse, ma tutti con la stessa passione per il Mare, magari differentemente declinata, ci si conosce “da una vita”, – il giudizio, come in questo caso è spesso molto omogeneo. A conferma di ciò , Irresistibile Nord , che fin dalla prima lettura mi aveva entusiasmato, ma che ritenevo poco “papabile” perché molto particolare, ha convinto anche la maggioranza degli altri giurati.

Non era quindi solo una mia “recente passione” legata per motivi professionali alla navigazione in acque fredde, ma un meritato tributo ad Andrea di Robilant che ha saputo rendere un “saggio storico/geografico” appassionante come e più di un romanzo. Irresistibile Nord è la storia , molto ben scritta, viva, di una ricerca della verità riguardante il viaggio dei fratelli Zen  veneziani della fine del XIV secolo.

Nel corso dei secoli il viaggio dei fratelli Zen è stato messo in dubbio, addirittura si è sospettato che il libro, le memorie , fossero un falso clamoroso. Il Saggio è la storia di un viaggio iniziato nella Biblioteca Marciana di Venezia dove Andrea Di Robilant, incuriosito, si mette sulle tracce dei fratelli Zen , confrontando fonti, ma anche compiendo viaggi nel nord del nostro emisfero. E’ infatti soprattutto una ricerca sul campo fatta di contatti con curatori di archivi inglesi, visite a rovine di monasteri, castelli nelle Shetland. Una avventura molto ben raccontata.

Irresistibile Nord è infatti un avvincente racconto sul metodo di indagine, ma anche un ulteriore conferma sull’importanza delle passioni , dei sentimenti che sono da sempre il principale stimolo al sapere. La bibliografia consultata da Di Robilant – che spazia nell’arco di quattro secoli – occupa ben 11 pagine del volume ed è un “pericoloso” invito a voler approfondire ulteriormente Un suggerimento per una piacevole lettura “multimediale” : ho letto Irresistibile Nord seguendo gli spostamenti , le descrizioni su Google Earth : Shetland, Orcadi, Faroer, Groenlandia… . Credetemi : diventa una lettura doppiamente coinvolgente.

Sergio Abrami

Il Vice Presidente della Lega Navale Italiana, Contrammiraglio Piero Vatteroni consegna il bozzello originale del trabaccolo “L’isola d’oro” il più antico attualmente navigante in Adriatico sotto bandiera italiana, restaurato nel 2000.

Il trabaccolo è attualmente utilizzato come imbarcazione scuola, imbarcazione di rappresentanza ma, soprattutto, come memoria storica di un passato marinaro che a cavallo del XIX-XX secolo ha avuto il suo massimo splendore nell’Alto Adriatico, a Ferruccio Parazzoli, 1° classificato nella sezione Libri per ragazzi con “Il tesoro del polpo zoppo” Mursia Editore.

Ritira il premio Giancarlo Costa e legge la lettera di Parazzoli.

Giancarlo Costa

Gentile signora Marincovich,

sono molto dispiaciuto di non poter essere presente alla cerimonia di premiazione della quarta edizione del Premio Carlo Marincovich. Ma desidero esprimere a lei e alla Giuria i miei ringraziamenti, oltre che al mio compiacimento, per l’assegnazione del premio, riservato alla letteratura per ragazzi, al mio libro “Il tesoro del Polpo Zoppo” edito dall’Editore Mursia. Un premio giornalistico-letterario di così particolare impostazione come il Carlo Marincovich è per me, dopo una lunga carriera di scrittore, una gradevole e inaspettata esperienza quale autore di un libro nato come narrazione serale ai miei otto nipotini durante uno dei soggiorni estivi sul nostro incantevole mare ligure.

Con molti auguri e rinnovati ringraziamenti
Ferruccio Parazzoli

Motivazione del Premio:

Una storia avvincente e appassionante che ne contiene tante altre, fino a svelare un segreto ancora celato ai giorni nostri.
Un nonno che racconta una storia di vascelli fantasma, di pirati alla ricerca di tesori, di streghe e pescatori. Il libro è in concorso nella sezione per ragazzi, ma non stonerebbe nella sezione “narrativa”. Il racconto è poetico ed incalzante, la storia ben costruita, il finale non scontato. Davvero un bel libro.

Alberto Cavanna

L’Ambasciatore Maurizio Melani, consegna la giacca originale della divisa del Team Luna Rossa offerta da Francesco De Angelis a Cristiano Pellegrini per il libro “quella notte al giglio”, il Premio speciale alla solidarietà in mare. Il libro racconta la reazione immediata degli 800 abitanti del Giglio a cominciare dal suo sindaco Sergio Ortelli all’improvvisa emergenza . Un piccolo instant book ricco di generosità, di accoglienza e di spirito organizzativo.

Testimonianza del Vigile del fuoco reparto sommozzatori Andrea Amici

M.Melani C.Pellegrini A.Amici S.Ortelli 1

Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo consegna il quadro realizzato da Piergiorgio Baroldi, socio del Reale Società Canottieri Bucintoro 1882 che con entusiasmo ha aderito al Premio Marincovich con una sua particolare opera d’arte, a Donatella Bianchi, per “Le 100 perle del mare italiano” Rai Eri/Rizzoli editore

R. Giugni D. Bianchi P. Melani

Motivazioni del Premio:

Dalla sua esperienza di “giramondo” per spiagge, scogliere e borghi della nostra bella penisola, Donatella Bianchi è riuscita a tradurre in parole le splendide immagini girate per Linea blù, la trasmissione televisiva tanto amata da Carlo.

Il sabato pomeriggio, quando eravamo a Roma, io andavo solitamente dal parrucchiere e lasciavo Carlo davanti alla TV a godersi il suo mare… E se rimanevo a casa, guai interromperlo con futili domande. La concentrazione era massima. Solo per questo motivo, Donatella meriterebbe 100 premi, tanti quanti le sue 100 Perle. Ogni perla, scelta con cura, è un compendio di storia, cultura e indicazioni utili. Un atto d’amore nei confronti del nostro mare più bello.

Unico appunto? Manca una perla della costa abruzzese e forse questo a Carlo sarebbe dispiaciuto perché lui, a quella costa, in quel mare dove da ragazzino aveva cominciato ad andare a vela, era proprio affezionato.

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