Biografia

image Carlo Marincovich nasce a Pescara il 27 agosto 1935.

Ha la sua prima esperienza in barca a 12 anni; dopo la maturità classica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza (Università La Sapienza di Roma) che abbandona dopo aver sostenuto tutti gli esami, prima della discussione della tesi in “Diritto della Navigazione”.

Inizia l’attività velica nel 1950 sulla classe Jole Olimpica e cresce nella classe Finn all’Hannibal di Monfalcone, la scuola dei grandi fratelli Pelaschier. Comincia a scrivere di temi nautici nel 1958 per i mensili “Vela e Motore” e “Italia sul Mare”; nel 1960 per il quotidiano “Il Tempo” segue da Napoli le regate veliche delle Olimpiadi di Roma.

Nel 1961, con Mario Sonnino Sorisio fonda la rivista “Nautica” di cui è vice direttore, quindi nel 1969, con Claudio Nobis e Fabrizio Ricci diventa editore e direttore del mensile “Forza 7”. Nel 1972 partecipa alla gara offshore “Trofeo di Napoli”, come co-pilota “navigatore” del pilota americano Bobby Rautbord che, proprio quell’anno vincerà il titolo di campione del mondo di questo sport. Nel 1973 insieme ad Antonio Soccol costituisce ASPRONADI, l’Associazione dei Progettisti della Nautica da Diporto.

Nel 1979 passa alla redazione sportiva del quotidiano “la Repubblica” dove scrive principalmente di Formula 1 (per 25 anni sui circuiti di tutto il mondo, dai momenti bui ai trionfi della Ferrari) e di grandi eventi sia velici (America’s Cup, Regate internazionali, personaggi…) che motoristici (Camel Trophy, Parigi-Dakar, Mondiale Rally…) ma occasionalmente copre anche importanti eventi di sport, di cronaca, di economia e di esteri.

La sua grande passione è la vela che racconta con semplicità e competenza rendendo questo sport tecnico comprensibile a tutti. Un altro amore, che condivide con la moglie Patrizia, è quello per i suoi gatti ai quali però non ha mai dedicato una riga e questo è un vero peccato!

Molte le collaborazioni tra le quali Radio Rai, RTI, Ansa, “Espresso”, “Panorama”, “Autosprint”, “Sesto Continente”, “Mare 2000”…

Muore all’improvviso il 18 novembre 2008 a 73 anni.

Il suo stile, la sua ironia, la sua preparazione e la sua chiarezza nella scrittura sono stati e rimarranno un esempio per le giovani generazioni di giornalisti sportivi e non solo.


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